DRAGONSGATE COLLEGE – A Scuola di Magia

Sta iniziando un nuovo anno accademico al leggendario Dragonsgate College, l’università che addestra giovani apprendisti nell’arte dell’Esplorazione dei Dungeon per trasformarli in potenti Maghi, valorosi Guerrieri e astuti Scassinatori. Arruolate i professori migliori, sviluppate gli edifici del campus e guadagnate punti per la vostra Casa: solo gli avventurieri della Casa più prestigiosa avranno l’onore di varcare il grandioso Portale dei Draghi, che si apre su un mondo di gloria e mistero.

N.B.: Al momento della pubblicazione di questa recensione, il gioco non esiste in italiano. I termini e i nomi usati nella review sono frutto della mia personale interpretazione e traduzione dall’inglese; pertanto, potrebbero non corrispondere a quelli scelti per un’eventuale versione italiana futura.

FULL REVIEW

Editore: NSKN Games

Autori: Thomas Vande Ginste, Wolf Plancke

Illustrazioni: Agnieszka Kopera, Odysseas Stamoglou

Tipologia di Gioco: FANTASY/MAGIA; STRATEGIA/TATTICA (Abilità Variabili dei Giocatori; Collezione Set; Gestione Dadi; Piazzamento Tessere)

Anno di Pubblicazione: 2017

youtubeQui l’unboxing di DRAGONSGATE COLLEGE!

*****

Di Cosa Si Tratta?

DRAGONSGATE COLLEGE è un’avventura per 2-4 giocatori al tempo stesso strategica e tattica, in quanto richiede una notevole capacità di visione d’insieme e pianificazione unita a un’elevata flessibilità e spirito di adattamento ai dadi e alle scelte degli avversari. Ma partiamo con ordine.

DC è ambientato in una sorta di scuola di magia che, da buona fan potteriana, ho simpaticamente ribattezzato Hogwarts. Badate bene, non ha niente a che vedere con giochi ben più complessi che riguardano il famoso maghetto con gli occhiali, ma vi renderete subito conto che le similitudini sono ben più d’una.

I giocatori avranno a disposizione da 1 a 3 dadi del proprio colore (più un numero variabile di dadi neutrali) per svolgere una serie di azioni che dipendono dal valore stesso del dado. Potremo scegliere di costruire edifici nel nostro campus, arruolare professori più bravi, cercare nuovi apprendisti, ottenere denaro o punti prestigio, mandare i ragazzi a fare pratica nel Dungeon di Addestramento – o, come la chiamo io, la “Camera dei Segreti” – e, infine, decidere che i nostri apprendisti sono pronti per lasciare la scuola e intraprendere la carriera per la quale hanno studiato, che sia quella di Mago, Guerriero o Scassinatore. Il tutto, naturalmente, per fare il maggior numero di punti possibile e guadagnarsi l’onore e l’onere di varcare il Portale dei Draghi.

Okay, ammetto che raccontata così sembra pura confusione. Provate a immaginare di essere, che ne so, Severus Piton; in qualità di direttore di Serpeverde, avete il dovere di portare la vostra Casa alla gloria con qualsiasi mezzo. E allora raccogliete i vostri dadi e immergetevi nel mondo di Hogw… ops, di DRAGONSGATE COLLEGE!

Dragonsgate_College_1

Meccaniche e Flusso di Gioco

DC si presenta come il classico eurogame, con un tabellone centrale (enorme!) che raffigura tutte le azioni da poter compiere; tantissimi materiali tra tesserine, edifici, monete, dadi, cubetti, gettoni e chi più ne ha più ne metta; e plance dei giocatori caratterizzate da un lato comune e uno diverso, per partite – e strategie – più varie.

Il cuore del gioco è costituito dal lancio e dalla gestione dei dadi, nostri e degli avversari. La fortuna, tuttavia, non viene percepita come predominante, in quanto ogni valore dà la possibilità di compiere più scelte e la presenza dei modificatori (i folletti) evita la paralisi totale dei giocatori. Nell’utilizzo dei dadi sta la vera novità di DRAGONSGATE. I dadi – colorati dei singoli giocatori e neutri – vengono lanciati tutti insieme; poi, a turno, i giocatori scelgono quale dado utilizzare in base al valore di cui hanno bisogno per compiere un’azione. Tuttavia, se un giocatore sceglie un dado del proprio colore o un dado bianco, sarà l’unico a fare quell’azione; se sceglie un dado di un avversario, quell’avversario potrà a sua volta compiere un’azione legata a quel valore; se sceglie un dado nero, tutti gli avversari potranno scegliere un’azione legata a quel valore. Questo sistema spinge i giocatori a riflettere bene prima di decidere quale dado utilizzare e farsi le loro strategie: “Mi serve proprio quel 5 verde, ma così regalo un 5 anche al mio avversario. Oppure potrei scegliere quel 3 neutro: l’azione non è poi così interessante in questo momento, ma la farei solo io e nessun altro… Mmm…”.

Dragonsgate_College_5

Per il resto, si tratta di un gioco estremamente lineare. Ogni valore corrisponde a una o più azioni: scelgo il dado, faccio l’azione corrispondente e sposto il dado nella sezione dei Dadi Usati. E così via finché tutti i dadi vengono spesi. A ogni turno si gioca con un numero prestabilito di dadi colorati e neutri; il tabellone stesso indica quanti dadi aggiungere in ogni turno. Alla fine di 5 turni, il giocatore che ha più punti prestigio è il vincitore.

Dragonsgate_College_10

Le azioni possibili tra cui scegliere sono davvero tante, dalle più semplici – come arruolare nuovi professori o apprendisti, avanzare nella Camera dei Segreti, acquisire monete, comprare punti prestigio, modificare l’ordine di turno – alle due più complesse, cioè Fare Carriera e Costruire. Il regolamento è molto chiaro nel descrivere tutte queste azioni. Qui mi limito a spiegarvi quelle che per me sono più interessanti.

Mandare gli studenti a fare pratica nel Dungeon di Addestramento – la “Camera dei Segreti” – consiste semplicemente nel far avanzare il proprio segnalino su un tracciato e ricevere da una a tre ricompense in base ai passi fatti. Chi arriva per primo alla fine del tracciato guadagna un Trofeo d’Oro (che mi ricorda molto la Coppa Tremaghi del quarto capitolo della saga potteriana), il secondo un Trofeo d’Argento e il terzo un Trofeo di Bronzo, oltre a punti prestigio. I trofei vengono sfruttati nella Collezione di Set e insieme ad altri raccolti durante la partita tramite carte o carriere contribuiranno a farvi guadagnare punti extra alla fine del gioco.

Dragonsgate_College_2

L’azione Costruire ci introduce la plancia dei giocatori. La plancia è divisa in 4 macro spazi. A sinistra ci sono gli indicatori delle abilità della nostra Casa: Stregoneria, Furtività e Forza. I valori delle abilità si alzeranno e abbasseranno di continuo, in base ai professori arruolati o agli edifici costruiti. Sotto gli indicatori è presente uno spazio per conservare i due dadi extra del nostro colore finché non entreranno a far parte del pool di dadi da lanciare a inizio turno. In basso c’è il Tracciato del Mantenimento: indica quante monete dovremo pagare alla fine di ogni turno per tenere in ordine e funzionanti gli edifici e le aule costruiti sul nostro campus. La pergamena a destra rappresenta le 7 carriere che i nostri apprendisti potranno fare. Ogni volta che ne completeremo una, copriremo uno dei cerchi vuoti, acquisendo il relativo bonus, se presente.

Dragonsgate_College_8

La parte centrale è il nostro campus. A prescindere da quale plancia decidiamo di usare, ogni campus si compone di 15 spazi di cui 2 sono già occupati dalle aule dei professori e 3 dai dormitori degli apprendisti. Questi spazi prestampati non potranno mai essere coperti. Su tutti gli altri potremo costruire i nostri edifici, guadagnando dei bonus immediati o permanenti. Gli edifici sono tanti, di forme e dimensioni diverse, e ognuno offre uno o più vantaggi. Anche in questo caso, il regolamento li descrive tutti, uno per uno.

Dragonsgate_College_4

Fare Carriera è l’azione principale di DRAGONSGATE COLLEGE. È quella più impegnativa da risolvere, ma anche quella che fornisce i bonus maggiori in termini di punti prestigio, monete, trofei da collezionare, carte da poter usare e avanzamenti sui tracciati speciali. Le carriere che possono essere intraprese sono tre – Mago, Scassinatore o Guerriero – e sono legate alle tre abilità della Casa – Stregoneria, Furtività e Forza.

Dragonsgate_College_3

Un apprendista Mago punterà a fare carriera nella propria disciplina sfruttando il suo valore di partenza in Stregoneria, al quale aggiungeremo quello dato da un professore di Magia o da un’aula di Incantesimi, per esempio. Un apprendista Mago non può fare una carriera da Scassinatore o Guerriero se il suo valore di partenza nell’abilità corrispondente non è almeno 1. Se la carriera scelta è troppo “alta” per i nostri valori, possiamo supplire con monete a ciò che manca… in sostanza, ci compriamo la promozione! Tuttavia, l’abilità di specializzazione (Forza nel caso della carriera del Guerriero, per esempio) non può mai essere comprata. Sembra un meccanismo complesso alla prima partita, ma in realtà una volta compreso non presenta più problemi. Quando il nostro apprendista ha fatto carriera lascerà la scuola e nel suo dormitorio ormai libero potremo far alloggiare un nuovo studente.

Dragonsgate_College_13

E così proseguiranno i turni dei giocatori, addestrando nuovi apprendisti che manderemo a fare carriera con il supporto dei professori giusti e delle aule adatte, inviando i ragazzi nella Camera dei Segreti e potenziando il nostro campus. Così fino alla fine del quinto turno.

Prime Impressioni

Ammetto di essere stata attratta da DC per l’ambientazione e il tema. È praticamente un gioco sul mondo di Harry Potter senza essere esplicitamente un gioco di Harry Potter, ma solo un qualcosa che ne evoca il gusto magico… O forse sono io che lo lego così tanto al maghetto con la cicatrice perché conosco a memoria i libri e i film della saga, chi lo sa. A guardare bene, DRAGONSGATE racchiude i vari elementi del fantasy classico, dall’esplorazione dei dungeon ai cappelli a punta. Forse ormai Hogwarts è entrata così tanto nel nostro immaginario collettivo che non possiamo che usarla come termine di paragone per ogni altra scuola di magia che fa la sua comparsa nel panorama letterario, cinematografico e persino ludico.

La prima partita a DC lascia un po’ perplessi, per questo ricordo di averne fatta subito un’altra. Volevo essere sicura di aver capito bene certi meccanismi (soprattutto il funzionamento delle carriere) e volevo vedere se era un gioco monostrategico come sembrava o se a una nuova partita sarebbe corrisposta una nuova strada verso la vittoria. Diciamo che è consigliabile fare sempre un po’ di tutto, non bisogna mai restare troppo indietro né sulle costruzioni né sulle carriere: 5 turni volano, le azioni che faremo non sono poi così tante e bisogna pensarci bene.

Qualità dei Materiali

Come ho già anticipato, i materiali sono tantissimi e la qualità è in media più che sufficiente per quello che fa, anche se non eccelsa. I dadi sono dadi standard di plastica; token e cubetti del solito legno colorato; monete, gettoni e tessere di un bel cartoncino, tutto sommato anche abbastanza spesso. Una menzione particolare la farei per le tessere degli edifici e per il tabellone: oltre ad avere dimensioni più che generose, sono di un cartone spesso e poroso, piacevole anche al tatto.

Le carte non sono niente di speciale, subito imbustate. Le plance sono un po’ sottili, ma fanno il loro dovere.Dragonsgate_College_9

La scatola ha le dimensioni standard delle scatole quadrate e presenta un divisorio interno di carta abbastanza inutile, in quanto tutto il materiale, una volta diviso in pratiche ziplock, ci sta comodamente senza rovinarsi e senza la necessità di essere bloccato da un divisorio.

Il regolamento mi piace, niente da dire. Non ho avuto bisogno di guardare tutorial video, era tutto chiaro fin dalla prima lettura. Con un sottofondo rosino-lilla che è un po’ il leitmotiv di tutto il gioco, è forse un po’ troppo pieno di immagini, riquadri, postille e spiegazioni, a volte ridondanti, ma considerando che il gioco esiste solo in inglese e non è nemmeno tanto famoso, l’abbondanza non mi dà poi così fastidio come in altri giochi.

Direzione Artistica

Da quanto ho potuto leggere anche sulla rete, l’aspetto grafico di DRAGONSGATE COLLEGE ha letteralmente spaccato l’utenza a metà. Come potete notare, il tabellone ha una grafica piuttosto semplice e lineare, quasi infantile nel tratto e nell’uso delle linee e dei colori. Molti lamentano il fatto che un’ambientazione fantasy così sentita avrebbe meritato una grafica sontuosa, con colori pieni e linee morbide. Be’, forse io faccio parte dell’altra metà di pubblico. A me questa semplicità piace da morire, ma riconosco che è un aspetto assolutamente soggettivo.

Dragonsgate_College_7

Credo che il tabellone e le plance siano così pieni di informazioni che questo stile così “minimalista”, se vogliamo, non appesantisce e non complica ulteriormente le cose alla vista.

La grafica sulle carte segue la stessa linea. Informazioni essenziali e chiarezza massima riguardo a ciò che la carta indica. Poche distrazioni e focus sul gioco.

Dragonsgate_College_11

Fattore Divertimento

Da buon eurogame qual è, il fattore divertimento di DC risiede in due aspetti: la strategia da un lato – con la programmazione delle azioni sui 5 turni – e la tattica dall’altro, con la necessità di adeguarsi al tiro dei dadi e alle scelte degli avversari. Ce la farò a fare tutto prima della fine del turno senza regalare azioni al giocatore blu che è già così avanti? Certo, si sente anche un po’ di frustrazione per la costante paura di non riuscire a combinare niente prima che il gioco sia finito, ma credo sia ordinaria amministrazione per un gioco di questo tipo.

In questo caso specifico, mi sento di aggiungere un terzo fattore di divertimento, che forse solo chi è cresciuto con Harry Potter dalla fine degli anni Novanta può comprendere: la magia del vivere la vita di un posto così simile a Hogwarts tra apprendisti stregoni e competizione tra le Case senza però essere legati a storie già scritte e già viste, ma con la possibilità di vivere la propria personale esperienza ludica.

Fascia d’Età e Peso

DRAGONSGATE COLLEGE è un gioco per 2-4 giocatori. Scala bene in qualsiasi combinazione, ma credo che in 3 o in 4 la meccanica dei dadi si senta di più. L’interazione si limita non tanto alla scelta delle azioni (che non sono uniche, quindi più giocatori possono scegliere la medesima azione nello stesso turno, se possono pagare il dado corrispondente), quanto al costruire gli edifici più forti, arruolare i professori più potenti e fare le carriere più remunerative prima degli avversari. Inoltre quasi tutte le carte Stregoneria contengono un bonus per chi gioca la carta e un bonus destinato a tutti gli altri giocatori che può avvantaggiare non poco gli avversari.

La durata media di una partita è stimata tra i 60 e i 90 minuti a seconda del numero di giocatori. A mio parere si tratta di una stima alquanto ottimistica. In 2 non siamo mai scesi sotto l’ora e mezza, in 4 sotto le due ore. Complice il setup un po’ lungo.

Dragonsgate_College_6

DC è pensato per giocatori dai 12 anni in su. Ci sta. Non è così complicato una volta compreso il meccanismo della scelta dei dadi e delle carriere, ma di certo i più piccoli giocheranno in modo meno smaliziato e con una minore lungimiranza e pianificazione.

Il tema fa di DC un gioco medio-leggero; le meccaniche, il flusso e la durata lo riportano tra i pesi medi e qualcosina in più. Il gioco è scorrevole e le scelte sono talmente tante che la paralisi da analisi non si sente, ma io non lo proporrei a neofiti puri, perché comunque ci sono tante meccaniche che si intersecano e gestirle tutte contemporaneamente non è sempre facile neanche per un gamer abituale.

Conclusioni

Mi piace DRAGONSGATE COLLEGE? Be’, direi di sì, ma con riserva.

Adoro l’ambientazione magica, i colori pastello, la grafica minimalista ma super chiara, la meccanica dei dadi che si fonde con quella delle azioni e con il piazzamento tessere. Mi piace quella sensazione di entrare in un altro mondo per un paio d’ore, come mi capita sempre con i giochi con un tema così definito.

D’altro canto, ho riscontrato un paio di difetti in termini di equilibrio del punteggio finale. Prendete tutto questo con le pinze, perché magari sono solo io che la vedo così e invece il gioco è stato studiato in questo modo per funzionare proprio come è.

In tutte le partite che abbiamo fatto, non abbiamo totalizzato grandi punteggi, ma non perché siamo scarsi giocatori, ma proprio perché si guadagnano davvero pochi punti prestigio. Si ha la percezione di giocare e di non avanzare mai. A fine partita si ottengono punti per la maggioranza dei professori, degli apprendisti e degli edifici… anzi, solo un punto! È davvero troppo poco per l’investimento che si fa su questi tre aspetti durante il gioco. Al contrario, si ottengono ben 4 punti per le diverse combinazioni di Trofei, che sono più semplici da ottenere. In pratica, posso non curarmi del funzionamento della mia Casa e limitarmi ad avanzare nella Camera dei Segreti e a fare qualche carriera e vincere con un bello stacco di punti. Credo che la cosa non abbia molto senso, visto che il gioco si basa anche sulla plancia del giocatore, ovvero sulla costruzione del campus con le aule dei professori e i dormitori degli apprendisti…

Il Tracciato del Sotterfugio merita un discorso a parte. Non l’ho ancora nominato, ma si tratta semplicemente di un percorso su cui si avanza quando si intraprende la carriera dello Scassinatore. Sembra assolutamente irrilevante, ma a fine partita dà ben 6 punti a chi è più avanti e rispettivamente 4, 2 e 1 punto al secondo, terzo e quarto giocatore. In rete ci si lamentava del fatto che, giocando in 2 e assegnando 6 punti al primo e 4 punti al secondo, si finiva per ignorare totalmente il tracciato, in quanto la differenza di 2 punti era facilmente colmabile altrove. Qualcuno suggeriva di assegnare i punteggi estremi, cioè 6 al primo giocatore e 1 al secondo, ma così invece la forbice è troppo ampia.

Tutti questi aspetti, secondo il mio modesto parere, meritavano forse un bilanciamento migliore in termini di rapporto investimento/guadagno. Noi ci siamo visti costretti a ricorrere a delle homerule, assegnando 3 punti per la maggioranza di apprendisti, professori ed edifici e 6-3 punti sul Tracciato del Sotterfugio quando giochiamo in 2. Se qualcuno di voi ha riscontrato lo stesso problema o ha escogitato soluzioni migliori, non esiti a condividerle!

Per il resto, il gioco mi piace. È ben fatto. Ammetto che non lo intavoliamo spesso a causa dell’ingombro fisico del tabellone, ma è un problema nostro, non di DC. Il flusso di gioco è scorrevole e l’esperienza ludica che se ne ha alla fine è soddisfacente.

A chi si preoccupa della rigiocabilità, dico che è molto alta. Ci sono talmente tanti edifici, professori, apprendisti e carte che è impensabile giocare due volte di fila allo stesso modo.

Approvato.

*****

Il gioco contiene le seguenti carte:

50 carte Stregoneria + 4 carte riassuntive: 63 mm x 88 mm

Vi ho convinto a provare DRAGONSGATE COLLEGE o vi ho almeno incuriosito un po’? Date un’occhiata su AMAZON!

2 commenti

  1. anno di pubblicazione del titolo?! 2016-2017?
    prevista una qualche espansione che includa “torneo tremaghi” o “quidditch” per una maggiore interazione tra i giocatori? 🙂
    Ciaooooo

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...